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Viaggio in moto
Viaggiare in moto è come avere la casa sulle spalle, si impara ad utilizzare l’indispensabile che la quotidianità frenetica ed egoista ci fa dimenticare.
10 Agosto
Arriviamo a Civitavecchia fortunatamente in anticipo ed io vado a fare il Check-in. In fila qualcuno ci prova a passare avanti ed il solito folle polemizza ad alta voce perché l’impiegata fa anche i biglietti e rallenta la fila.
La nave della Grimaldi Ferries sembra nuova e le poltrone abbastanza comode. La giornata è bella, così stiamo sul ponte a leggere. Si cena al self-service.
11 Agosto
Giovanna La Pazza e Filippo il Bello, . Ferdinando e Isabella, Carlo V…. seduti al tavolo sul ponte, leggiamo, il tempo scorre bene
Verso le tre ci mettiamo in coda per scendere dalla nave, ma l’invadenza di troppa gente infastidisce tutte e due e cambiamo uscita.
A Barcellona facciamo tre volte la rotonda, ridiamo pensando a Beppe Grillo, poi prendiamo la strada giusta per Tarragona grazie all’indicazione di un signore che parla un po’ d’italiano, è subito chiaro che la lingua non sarà un problema, lo sono invece quelle nuvole là che speriamo di scansare, invece proseguendo ci finiamo nel mezzo e ci battezziamo. Facciamo qualche minuto di sosta sotto la tettoia di un ristorante cinese dove una signora mi dice che la stagione non è affatto bella e che lei ha un’amica che abita in Italia. Ripartiamo, ma poco dopo siamo di nuovo fermi all’autogrill, qualcun altro in moto riparte quasi subito grazie alla tuta per l’acqua che noi non abbiamo portato, altri come noi, prendono il caffè e aspettano. Si riparte verso le cinque dopo aver conosciuto una signora spagnola che parla benissimo l’italiano, suo marito è di Milano, ma vivono in Svizzera. Ci racconta del gravissimo inconveniente che è capitato alla loro jaguar, al viaggio con la Masda, della figlia che è andata in vacanza in Giappone, ma solo perché se lo può permettere e poi dell’altra che studia in Australia… Noi invece siamo della provincia, si si quella d’Arezzo, Milano si, ci siamo stati qualche volta, siamo in moto … ma solo una Harley! Finalmente ha smesso di piovere e ci defiliamo. La bimba ci porta fuori dal maltempo, anzi lungo l’autostrada lo spettacolo è singolare, a sinistra il temporale e a destra il sole. Passiamo Tarragona e usciamo all’uscita 39 al paese di Ametella de mar ci fermiamo al campeggio Nautic. Montiamo la nostra splendida tenda, poi doccia e con calma, con molta calma andiamo a mangiare. Anticipiamo la cena di pesce e andiamo in un ristorante vicino al porto. La guida consiglia di scegliere i ristoranti dove c’è gente, è una garanzia. Sembra avere ragione buona la Paella, un po’ meno il vino Urublanc prodotto dall’Università di Tarragona.
12 agosto
Siamo partiti dal campeggio verso le 9.30, tappa obbligatoria per la colazione all’autogrill , poi si riparte per Valencia , ma sbagliamo uscita, paghiamo 12,00 Euro e rientriamo.. a mezzogiorno e un quarto ci fermiamo per una sosta beviamo e studiamo la cartina. Ad Alicante mancano circa 250 Km. La città non ci piace, chiediamo informazioni per un campeggio, ma ci fanno girare un bel po’, verso le sei finalmente lo troviamo. Sono gentili e ci dicono che con noi e la nostra tienda pequena sono al completo. (Campeggio Bon sol.) Ci vuole anche un po’ di fortuna.!
Alle 7 e mezzo , il sole picchia ancora forte, ci facciamo una doccia e ci rilassiamo un po’. Michele prende nota di qualche campeggio verso Granada grazie alla guida che ci ha prestato il gestore del camping.
13 agosto
Il camping è da segnalare solo in caso di emergenza, perché il vicino allevamento di galli non fa proprio dormire.!. Smontiamo la tenda e partiamo per Granada, quando entriamo in Andalusia, il paesaggio è desertico e affascinante così lo spirito si fa più nuovo.. Ci fermiamo a pranzo e mangiamo le tapas, mi piace anche il locale, “Los camioneros” caratteristico ed economico, tutto il pranzo solo sette euro! Caffè e verso le 2 e mezzo si riparte.
Troviamo il campeggio nel primo pomeriggio, montiamo la tenda nel mezzo di una pineta e con la vista sul lago. Mi piace. Un bagno in piscina ci vuole dopo tanti chilometri. Poi decidiamo di andare a Granada, giriamo per trovare un ristorante, poi da una piazzetta, i camerieri ci dicono che possiamo portare la moto fin sopra il marciapiede. Sono le 8 e mezzo è ancora un po’ presto per la cena, ma ordiniamo lo stesso, senza che ce ne accorgiamo la piazza si riempie e ci fa compagnia un bel po’ di gente. Poi torniamo in campeggio; domani mattina la sveglia è alle sei e mezzo..
14 agosto
Siamo in piedi puntuali e alle 7 e tre minuti svegliamo il portiere del campeggio. Quando arriviamo all’Alhambra. la fila è già abbastanza lunga e ogni tanto annunciano quanti biglietti sono rimasti, ma abbiamo fatto bene a provarci nonostante i campeggiatori ci avessero scoraggiati.
Visitiamo l’Alhambra, i giardini, il palazzo Carlo II, che ci piace meno e poi le stanze dove viveva l’emiro e dove è stata uccisa la sua preferita perché sorpresa con l’amante. E’ molto caldo e il sole picchia e abbiamo dimenticato i cappelli in tenda,.
Dopo la granita e qualche minuto di riposo scendiamo a piedi al quartiere arabo. Meraviglioso, faccio qualche acquisto. Con fatica torniamo a prendere la moto e andiamo in campeggio.
15 agosto
La dormita ci voleva proprio, verso le 9 e mezza mi mangio una meja, anzi due proseguiamo e arriviamo a Baeza, comodo il parcheggio a pagamento dove gentilmente ci tengono anche i caschi. Passeggiamo per la città e poi ci sediamo ai tavoli nella piazza che si è riempita di gente, c’è un fiesta. Mangiamo paella e beviamo birra, un po’ di siesta mentre guardiamo passare i cavalli e le bambine con i vestiti tradizionali.. Alle tre e mezzo proviamo ad andare a Ubeda. È molto caldo, si cerca un bar per l’acqua, è davvero faticoso camminare. La città è deserta, a parte noi, due signori italiani che ci chiedono se ci fa caldo e una famiglia di spagnoli alquanto chiassosa con una bambina di tre anni che ogni tanto si mette a cantare pensame mucho. Torniamo a casa, con un po’ di fatica per il paesaggio che non cambia mai e il gran caldo.
16 agosto
Partiamo con calma e facciamo colazione per strada e poi verso Siviglia. Le indicazioni per il campeggio sono assurde, due motociclisti con l’aspetto da vichinghi ci salutano al semaforo. Alla reception del Sevilla, sono sbrigativi: c’è posto.
Il gestore del ristorante apre il negozio di alimentari per me, ringrazio, siamo arrivati ora e siamo affamati. Poi la siesta e il bagno in piscina. Ceniamo alle dieci al ristorante del campeggio. A mezzanotte andiamo a letto, non riesco a leggere e dormo subito, anche senza materassino.
17 agosto
Alle otto è suonata la sveglia e poco dopo siamo partiti per Cordoba, una città che sembra attrarre molto Michele. Infatti ci piace subito. E’ stato duro trovare il parcheggio per la mia schiena e per la mia pazienza.. Andiamo alla Mesquita, passando per il quartiere ebraico, io sono attratta dai negozi dai quali entro ed esco, ma è bene che mi affretti. Dentro la Mezquita Michele mi passa la guida, certo leggo io, è bellissimo e assurdo vedere la violenza dell’edificio cattolico che è stato costruito al centro di quello arabo. Ebano, marmo, oro contrastano con la semplicità degli archi rossi e bianchi. Poi andiamo a vedere la fortezza che non è così bella, ma ci sono dei giardini notevoli, alle 2 e mezzo cerchiamo un posto per mangiare, prima di ripartire il Baco mi concede un po’ di tempo per i negozietti.
Al campeggio chiediamo informazioni per l’autobus che domani ci porterà a Siviglia e telefoniamo al camping dove vogliamo andare domani l’altro, ormai è un rito la frase “-oggi è oggi, domani è domani”.
“ Don Chisciotte gli rispose che non aveva un quattrino, non avendo mai letto nelle storie dei cavalieri erranti che alcuno ne avesse mai portati.”
18 agosto
Arriviamo alla cattedrale e mi rilasso perché stare in mezzo a qualcosa di così maestoso mi fa stare bene e poi andiamo all’Alcazar che è davvero bello, ma sono stanca e affamata, usciamo alle due e mezza e cerchiamo un posto per mangiare. La guida della Lonely ci indirizza verso primo locale che è chiuso mentre il secondo è molto carino. Mangiamo panini al prosciutto e beviamo birra seduti su grandi scalini colorati di bianco e di blu. Proprio molto arabo. Poi andiamo un po’ al Parco di S. Caterina, e torniamo in campeggio, sono stanca e crollo.
19 agosto
Smontiamo la tenda e torniamo a Granada, non abbiamo così tanta voglia di tornare a casa così adottiamo la tecnica del rinvio e ci fermiamo qualche minuto in un paesino con le case tutte bianche dove stanno preparando una fiera. Arriviamo al campeggio prima delle due, il tempo corre veloce. Il camping è di prima classe, la piazzola è delimitata dalle siepi, i bagni sono grandi e puliti. E’ un po’ più caro, ma ci conviene restare qui una notte, infatti domani prenderemo l’autobus per visitare di nuovo la città.
Vagabondiamo per la città , ci fermiamo in un bar a mangiare le tapas e bere cerveza poi torniamo in campeggio.
20 agosto
Attraversiamo la Sierra Nevada, il paesaggio ci piace molto, notiamo le case costruite nelle grotte e mi colpisce un grande mulino a vento proprio da Don Chisciotte.. Ci fermiamo a fare benzina; un signore dal camper ci chiede se siamo toscani “ eh si sorridiamo” anche lui e la moglie Staranno via ancora fino ai primi di Settembre. Ci auguriamo buon viaggio e ripartiamo tutti. Arriviamo a destinazione presto,
Il campeggio è vicino all’aeroporto, ci danno tre piazzole, ma non mi piace, è solo un grande e triste parcheggio. Mi prende la malinconia e non riesco neppure a fare il bagno. Il camping è davvero deprimente , mi chiedo come possano trascorrere le vacanze in questo posto. Ci addormentiamo con la musica che viene dalla festa, poi sentiamo scrosciare e le voci della gente che si sveglia, qualcuno batte sui picchetti. Michele tira dentro gli asciugamani e mi dice che l’unica cosa da fare è dormire.
21 agosto
La mattina facciamo i nostri pacchettini e partiamo per Alicante, faremo colazione lungo la strada perché è il tempo è minaccioso. Ad Alicante invece c’è il sole, io non scenderei mai dalla moto, ma poi la fame si fa sentire e ci fermiamo all’autogrill. Fuori, due motociclisti si preparano un panino come i nostri, siamo d’accordo sul fatto che sia la cosa migliore.
Ci fermiamo a Vinaros, il camping è di prima classe “ ma dove ti ho portato” dice il Bachini, ieri però non lo diceva. Dopo aver montato la tenda andiamo al mare, che è davvero bello, poi la sera ci regaliamo la cena per il nostro anniversario.
22 agosto
Partiamo per Barcellona, scegliamo una strada lungo la costa ed è bellissima. La giornata è tranquilla, in campeggio ci annoiamo un po’. Ceniamo al tavolo con altri campeggiatori, stranieri e non.
23 agosto
Andiamo a Barcellona con l’autobus, scendiamo troppo presto, a piazza di Spagna, ma ci affascina il palazzo dei congressi e saliamo le ampie scalinate, in cima il museo. Abbiamo un po’ di rimpianto per aver sprecato il pomeriggio di ieri. Andiamo al porto a vedere la caravella di Colombo, poi camminiamo per la Lambra e finiamo al mercato, al centro ci sono i banchi del pesce, esposto in maniera invitante, poi tutto attorno le bancarelle della frutta, dal colore un po’ forte.
Andiamo alla Sagrada Familia siamo affascinati dall’idea che sia in costruzione, abbiamo davvero la sensazione che sia la nostra, l’espressione del nostro tempo. E grande Gaudì, la sua idea dell’arte, le sue opere.. Saliamo sulle torri. Prendiamo da bere in centro poi cerchiamo l’ L94 per tornare al camping.
25 agosto
Smontiamo per l’ultima volta la nostra casa. Dopo pranzo, andiamo al porto facciamo due volte la rotonda, ormai è un rito, poi andiamo a fare il check-in. Fuori troviamo due ragazzi in moto, un Harley, sono italiani, della provincia di Arezzo, no dai …sono di Poppi.. Non trovano posto sulla nave e decidono di fare di nuovo il viaggio lungo la Francia. Sarà dura con quella sella lì.. Facciamo la fila con altri motociclisti, poi ci fanno entrare e salutiamo il nostromo che era sulla nave all’andata e che con la sua faccia da ricordare diventa il nostr’omo. Alle 19.00 in punto partiamo e allora ci vuole proprio: Adios Espana…! A presto, perché come diciamo sempre io e Michele l’obiettivo è girare il mondo tornando due volte nello stesso posto.
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